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LA CRITICA DI KEYNES AI PUNITIVI TRATTATI DI PACE,

SOTTOSCRITTI DALLE POTENZE VINCITRICI

Cento anni fa, prima che gli Americani mettessero piede in Francia, nella primavera estate 1918, i comandi tedesco ed austriaco tentarono un’ultima offensiva bellica. In tutta risposta, le truppe anglo francesi diedero vita a una controffensiva, che gli italiani, sotto il comando del generale Diaz, combatterono sull’ Altopiano di Asiago, sul Piave e sul Grappa.

Con la sconfitta degli imperi centrali, il 19 gennaio 1919, si apre a Parigi la Conferenza di pace, che darà un nuovo volto all’Europa. Protagonisti assoluti furono i 4 grandi vincitori: l’americano Wilson, il francese Clemenceau, l’inglese Lloyd George e l’italiano Orlando.

Dalla Conferenza di pace di Parigi uscirono 5 trattati di pace, in ragione di uno per ciascuno degli Stati sconfitti, frutto di una pace punitiva, che tanti sconvolgimenti avrebbe riportato, da lì a qualche anno, in tutta l’Europa.

J.M. Keynes, considerato da molti il più grande economista del XX secolo, faceva parte della delegazione britannica, quale rappresentante del tesoro britannico a Parigi.

Il 7 giugno 1919, nel pieno delle trattative di pace, così scriveva a Lloyd George

” …anche in queste ultime angosciose settimane ho continuato a sperare che trovaste un modo qualunque per fare del trattato un documento giusto e realistico. Ma ora è troppo tardi, evidentemente la battaglia è perduta…”.

Tornato in Inghilterra, dopo aver abbandonato il tavolo delle trattative, scrive, in un paio di mesi un libro denuncia, che avrà immediato successo: ” Le conseguenze economiche della pace”,

In esso l’autore analizza, lucidamente, gli atteggiamenti delle 4 potenze vincitrici, distanti in tutto, ma concordi nel ridurre i problemi del dopo guerra a una questione di frontiere e sovranità.

A distanza di cento anni, le questioni dei dopoguerra sono sempre di attualità e a Keynes va il merito di aver intuito, prima del tempo, che sanzioni durissime imposte ai vinti portano sempre ad altri conflitti.

Come di fatto avvenne, di lì a qualche anno.

 

 

Relatore

SERGIO BREDA

 

legnanese di nascita, città nella quale tuttora vive con la sua famiglia.

Dopo la laurea, conseguita col massimo dei voti, presso l’Università Cattolica di Milano, discutendo una tesi, in storia della letteratura italiana moderna e contemporanea, sulla figura e l’opera poetica di padre David Maria Turoldo, ha svolto, dal 1978 al 2003, la sua attività di insegnante presso l’istituto Bernocchi di Legnano, dove, dal 1993 al 2003, ha ricoperto anche l’incarico di vicepreside.

Dal 2004 a tutto il 2017, in qualità di dirigente scolastico, ha guidato l’istituto Cannizzaro di Rho e, successivamente, dal 2010, l’istituto Carlo Dell’Acqua di Legnano. Nel corso della sua carriera, come insegnante e come preside, ha espletato diversi incarichi professionali, in qualità di docente formatore e dirigente esperto.

Conclusa la parte strettamente professionale della sua carriera, ha iniziato a collaborare con la Ualz di Legnano, con la Società “Arte e storia” di Legnano, assumendo, anche l’incarico di presidente dell’ Associazione ex allievi Dell’Acqua, il cui fine principale è l’erogazione di borse di studio destinate ad allievi meritevoli, diplomatisi in istituto.

La sua competenza professionale, messa a disposizione del mondo associazionistico legnanese, vuole essere un piccolo contributo a favore delle molteplici attività che caratterizzano e rendono viva la nostra città.

 

 

Lunedì 1 ottobre 2018

ore 15.00

Sala Ratti – Legnano

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