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 Mostra “CANOVA: I VOLTI IDEALI”

 

Per febbraio 2020 proponiamo la visita guidata alla mostra “CANOVA: i volti ideali” che si  tiene alla GAM (Galleria d’Arte Moderna) Via Palestro 16  – Milano

La visita si svolgerà   giovedì  20 FEBBRAIO 2020 con ritrovo direttamente davanti all’ingresso della mostra  15 minuti prima dell’orario d’entrata:

  • Ore 14.30 primo ingresso       ( ritrovo ore 14.15)
  • Ore 14.45 secondo ingresso   ( ritrovo ore 14.30).

 

Costo € 14.00

 

Iscrizioni e Saldo si potranno effettuare presso la sede Ualz dal 15 al 22 gennaio 2020 precisando eventuali preferenze di orario.

 Venerdì 14 FEBBRAIO 2020 alle ore 16.00, presso la sede Ualz di Via Calatafimi 1 – Legnano, la docente Annunciata Razzini terrà la preparazione alla mostra.

 Segnaliamo che nello stesso periodo (dal 25 ottobre 2019 al 15 marzo 2020) alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano è in corso la mostra”Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna” che propone il confronto tra i due grandi protagonisti della scultura moderna in età neoclassica e romantica.

 

 

Canova: i volti ideali,

È una delle due mostre che Milano dedica a Canova in contemporanea nella stagione invernale 2019/2020.

“Per la prima volta viene ricostruita la genesi e l’evoluzione delle teste ideali, una tipologia di busti femminili realizzati dallo scultore all’apice della sua carriera, attraverso 39 opere di cui 24 di Antonio Canova. Tra queste, 5 sculture mai esposte in Italia prima d’ora, come l’erma di Corinna e la Musa realizzata per Charles Long nel 1817. Le opere provengono dai principali musei nazionali e internazionali oltre che da collezioni private.

I volti scolpiti da Canova non rappresentano personaggi reali, ma costituiscono un filone fortunatissimo di volti idealizzati in cui lo scultore indaga le infinite variazioni della bellezza femminile, basate sull’equilibrio perfetto tra l’idealizzazione derivante dalla scultura classica e lo studio della natura. Sottoposti a sottili, raffinatissime variazioni nelle acconciature, nelle espressioni, nella resa virtuosistica del marmo, questi volti giungono a una progressiva semplificazione formale ed espressiva che trova il suo culmine nella Vestale.

Realizzata tra il 1818 e il 1819, la Vestale fu replicata in tre marmi che per la prima volta si trovano riuniti in occasione di questa mostra e vengono messi a confronto in un dialogo inedito al centro del percorso espositivo. Delle tre opere, la più nota fa parte delle collezioni della Gam, le altre due sono conservate alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona e al J. Paul Getty Museum di Los Angeles. Nel percorso espositivo vengono presentate le diverse versioni dello stesso soggetto realizzate da Canova, ma sono anche proposti preziosi confronti con opere che vanno dall’antichità ai nostri giorni, che da un lato indicano i modelli da cui lo scultore prese spunto, dall’altro evidenziano il valore universale della sua arte.

L’esposizione mette così in risalto non tanto il contesto dei contemporanei dello scultore (già tante volte indagato dagli studi e dalle mostre negli ultimi anni) ma la posizione di assoluto rilievo che Canova riveste per l’arte occidentale, evidenziando non solo la complessità e vastità dei suoi modelli, ma anche l’influenza che egli ha avuto sull’arte moderna, ben esemplificata dall’opera di Giulio Paolini che chiude il percorso espositivo.

La mostra è suddivisa in 5 sezioni, che percorrono la storia di questo genere dalle sue prime formulazioni all’emergere di una sensibilità romantica, fino ai preziosi marmi realizzati da Canova come dono di ringraziamento ai diplomatici inglesi che avevano appoggiato nel 1815 la sua missione di recupero delle opere d’arte italiane sottratte dalle truppe napoleoniche. Allestita nelle sale del piano terra della Villa Reale, che conservano gli splendidi ornati di fine Settecento eseguiti dalla scuola di Albertolli, la mostra instaura un dialogo con gli ambienti neoclassici e ne sfrutta le prospettive e le decorazioni, utilizzando in particolare gli specchi e i riflessi, recuperando le indicazioni canoviane sull’esposizione dei suoi marmi, ma fornendo anche un’interpretazione contemporanea di Canova, basata sullo sguardo. L’allestimento, ideato e curato da Massimo Curzi, declina, con sensibilità e attenzione, le atmosfere settecentesche degli ambienti espositivi con la ricerca di materiali contemporanei e la ripresa di dettagli allestitivi della storia del museo.” (da Mentelocale)