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TRASVERSABILITA' N.2 - POESIA, MUSICA, CINEMA, ARTI VISIVE

Presentazione
B.Brecht ha scritto anche poesie molto belle; Maria A., un amore giovanile e una nuvola bianca. C'è anche la canzone Strehler/Milva. Ci sono le poesie francesi da sentire in francese perché il suono è importante.
C'è "il corvo" di Poe, incubo inquietante e c'è Verlaine e le sue poesie maledette (I singhiozzi lunghi dei violini d'autunno) e c'è Prevert in tutta la sua tenerezza e forza polemica.
Ma c'è anche la pittura, di grazia, di forza e di significato: Gauguin con la sua originale religiosità e la timida visionarietà dei naives e naturalmente i documentaristi tedeschi sino alle follie art-deco della "Seccessione".
Ciò porta alla loro musica (erano corazzate), ai Requiem di Brahms (tamburi ossessionanti), di Schubert, di Mozart, di Verdi.
Eppoi il melodramma di Verga/Mascagni. Il canto della sirenetta Loreley che viene tramutato nell'inno nazista.
Il cinema è un archivio senza fine: "Il terzo uomo" di Wells su basi di cetra, l'incipit strepitoso de "il grande freddo", il finale di "Blade runner", col volo della colomba e poi la mistica visionarietà di Elton John di "Believe" (che termina col volo della colomba).
Affinità. Si, ma col caos necessario per tenere desta l'attenzione.
Baudelaire è bello per se stesso, ma in musica (Battiato) è più visionario, e anche "La canzone dei vecchi amanti" di Brel diventa patetico-suggestiva.
I miei amici allievi mi conoscono bene. Spero di rivederli.
Ottavio Ferrario.
 



Numero max partecipanti al corso: 28
Quota di partecipazione € 30.00

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