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LETTERATURA IN CINEMA: IL MELODRAMMA

In questo nuovo anno prendiamoci una pausa. Il melodramma non è solo una formula musicale, è anche drammaturgia nobile (in chi lo sa scrivere bene e filmare meglio). Ci commuove, ci appartiene, ci fortifica. Soprattutto ci fa passare due ore immersi nell'intelligenza degli autori, cui partecipa anche la nostra intelligenza. Sensibilità e un po' di commozione, perché no?
    1. MELO' di Alain Resnais, 1986 dal dramma teatrale di Henri Bernstein, inedito in Italia: quando la passione ferisce a morte. Grandi attori in competizione amorosa e non. Qualche commozione (piccola).
    2. JULES ET JIM di Francois Truffaut, 1962  dal romanzo di Henri-Pierre Roché. Aerea leggerezza d'amore e trasgressività e castità delle immagini. Ritmo e montaggio sorprendenti. Fa parte della storia del cinema.
    3. Letture di Roché e ricerca delle fonti storiche: sorprendente cinismo
    4. L'AMANTE di Jean -Jacques Annaud, 1991. Film caldo, interrazziale, nell' Indocina coloniale del 1929. Autentica passione, autentico dolore. Melodramma elegante e raffinato. Dall'omonimo romanzo (best-seller) della M. Duras (che già ci aveva provato con "La diga sul Pacifico")
    5. LA BELLA SCONTROSA di Jacques Rivette, 1991 dal racconto (chef-d'oeuvre inconnu) di Balzac e complicato cinematograficamente dal rapporto aspro tra pittore e modella (molto bella, molto nuda), con finale enigmatico.
    6. OMBRE ROSSE di 1. Ford, 1939. Capolavoro assoluto, rivisto senza stanchezza 100 volte. Anche questa vicenda — non sembra — è tratta (vagamente) da una novella di Maupassant, "Boule de suif".
    7. Letture delle novelle citate di Balzac e Maupassant
    8. IL MELODRAMMA NELLA STORIA
    9. L'AMICO RITROVATO, di Jerry Schatzberg, 1989. Sceneggiato da Harold Pinter, tratto dal romanzo di Fred Uhlman. Storia privata nella storia politica sotto Hitler, freddo, elegante, si aspetta il finale e ci si commuove.
    10. LA FINE DI UNA STORIA, di Neil Jordan, 1999. Amore illecito, miracolo, rimpianto (senza pentimento), cattolicesimo idealizzato. Dal celebre romanzo "La fine dell'avventura" di Graham Greene
    11. LA LETTRICE (the reader), di Stephen Daldry, 2008- Tratto dall'omonimo romanzo di Bernhard Schlink (a suo tempo best-seller), dalla logica abbastanza fragile, è il dramma di una ex nazista analfabeta, del suo passato molto erotico con un ragazzo, della colpa e della resurrezione grazie alle letture. Melodramma intenso anche se un po' grezzo.
    12. Lettura di brani tratti dai romanzi suddetti.
    13. LA CIOCIARA, di Vittorio De Sica, 1960- Tratto dall'omonimo romanzo di Moravia, è un ottimo spaccato della guerra 40-45 e della tragedia personale di una famiglia. Splendido bianco-nero, intensa drammatizzazione attoriale.
    14. VIVA ZAPATA, di Elia Kazan, 1952. La storia molto romanzata della rivoluzione messicana del 1909. Fin troppo idealizzata. Ma lo spettacolo è superbo, grazie a un montaggio snello, alla fotografia incisiva e alla recitazione (M. Brando, A. Quinn). Una delle più intense morti eroiche.
    15. Letture di Moravia e di storie della rivoluzione messicana.
    16. OGNI COSA E' ILLUMINATA, 2005, di Liev Schreiber. Racconto autobiografico di un ragazzo ebreo in Ucraina, alla ricerca del passato tagico della sua famiglia. Storia grande e storia del nonno. Molta autoironia- Tratto dall'omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer. Gli ebrei sanno anche ricordare con umorismo
    17. MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO, 2011, di Stephan Daldry. Come vive un bambino la morte del padre intrappolato nelle torri gemelle? Il dolore si trasforma in avventura, il trauma non cambia, ma la consapevolezza si attenua in un gioco. Si cresce anche nella tragedia.



Numero max partecipanti al corso: 50
Quota di partecipazione € 30.00